• Gabriele Lugaro

Arriva il primo figlio? Consigli pratici: La Piramide dei Bisogni

Aggiornato il: 3 apr 2020

L'arrivo del primo figlio viene spesso vissuto in comunione ed allegria da parte della coppia, risulta tuttavia molto importante sottolineare un aspetto generale decisivo per chi si avvicina a questa prima esperienza: Nulla sarà come prima.

Questa frase non deve spaventare, deve tuttavia sollecitare in noi il bisogno di farsi carico di una responsabilità importante, con la gioia e la determinazione necessarie per affrontarla.




Si diventa genitori

Diventare genitori non ha nulla a che vedere con la carriera, lo sport, gli amici, i viaggi. Diventare genitori porta le persone a mettere in discussione molte cose nella propria vita e, se non si pone sufficiente attenzione a questo delicatissimo passaggio, si può rischiare di compiere gravi errori. Il piano di realtà che dovete tenere bene a mente è che nella vostra vita sta per arrivare un essere vivente carico di bisogni da soddisfare.

Questi bisogni diventeranno prioritari nella vostra quotidianità, specialmente nei primi mesi dopo il parto, ed è così che deve essere.


Questioni di priorità: L'importanza della mamma

La nostra società porta spesso le persone, nonostante la nascita di un figlio, a concentrarsi comunque sul proprio lavoro o la propria carriera. Tuttavia, non dobbiamo MAI dimenticare che, per il benessere e per l'armonico sviluppo del bambino, la presenza della madre è fondamentale nei primi anni di vita. Primariamente per i fini di allattamento e di cure emotive e fisiche: il neonato piange e trova conforto nel calore del corpo materno e nel latte che può succhiare dal seno, questo gli garantisce fiducia e sicurezza rispetto all'ambiente che lo circonda. Questo anche nel caso in cui la madre non allatti: il calore della mamma, la sua voce, lo sguardo ravvicinato rappresentano in ogni caso elementi fondamentali per lo sviluppo dei sensi e della capacità attentiva del neonato.


Questioni di priorità: La figura del papà

Se la madre risulta essere la figura primaria, il ruolo del padre non sarà certo meno impegnativo. L'equilibrio familiare successivo alla nascita del primo figlio diviene particolarmente delicato: agli impegni e ai bisogni quotidiani soliti si aggiunge un altro essere vivente che "grida" e "urla" bisogni molto più urgenti e prioritari. La madre è in prima linea in questi casi ma è fondamentale che il padre sia di supporto totale al ruolo materno, permettendo lo svilupparsi di una relazione armonica all'interno delle mura di casa. La ricetta pronta ovviamente non esiste. Possiamo tuttavia dare un consiglio che può essere determinante: Iniziare a ragionare in termini di bisogni.


Iniziamo a ragionare in termini di bisogni: cosa significa?

Significa che dovendo procedere attraverso una scala gerarchica dei bisogni troveremo, in cima alla piramide, i bisogni del neonato e, nei gradini successivi, i bisogni della mamma e del papà. Badate che in un nucleo composto da tre persone l'adattamento a questa "Piramide dei bisogni" risulterà estremamente complesso nei primi tempi. Bisognerà resistere, insieme. E, fidatevi, tutto andrà bene.


Come?

Ciò che ci aiuta nella nostra vita quotidiana è confrontarsi con le persone, verbalizzare i nostri sentimenti, le nostre sensazioni, i nostri bisogni. Allo stesso modo questa verbalizzazione dovrà essere condotta all'interno della coppia: verranno i momenti in cui la madre, attaccata h24 al figlio, avrà bisogno di uscire per fare una passeggiata, staccare. Ugualmente che il padre possa aver bisogno di uscire una sera con gli amici. Ecco questi bisogni vanno comunicati all'interno della coppia, comunicare significa parlare chiaro dei propri bisogni e delle proprie necessità, facendo comunque i conti con il piano di realtà in cui vi trovate: avete un figlio.

In alternativa...

Può accadere che la nascita crei degli squilibri più pressanti, che portano i genitori ad interrompere le comunicazioni fra loro o a non riuscire a confrontarsi, in questi casi trovare una figura "terza", di mediazione, può essere di grande utilità. Si sconsigliano fortemente parenti o amici, in questi casi è importante preservare una certa oggettività. Il rischio che si creino "faide" è dietro l'angolo e, non dobbiamo dimenticare, ciò che è prioritario è la crescita e lo sviluppo di vostro figlio. Si consigliano fortemente pedagogisti, mediatori familiari o psicologi. Spesso i nostri conflitti sono frutto di incomprensioni o di conflitti individuali irrisolti con i quali, presto o tardi, si dovranno fare i conti.


Gabriele Lugaro

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Dott. Gabriele Lugaro
Pedagogia, Progettazione e Ricerca Educativa
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