• Gabriele Lugaro

Che genitori saremo? Riscoprire la nostra infanzia

Aggiornato il: 3 apr 2020

Partendo dall'idea che ognuno di noi ha avuto un proprio sviluppo individuale, formato da conoscenze, esperienze dirette, ricordi che ci sembravano sepolti nella memoria, non bisogna mai dimenticare che la nascita di un figlio comporta un forte stravolgimento individuale, oltre che familiare. Tale stravolgimento spesso riporta "a galla", nella nostra mente, i vissuti individuali rispetto alla genitorialità. Senza accorgercene più di tanto sentiremo quindi riaffiorare nella nostra mente i ricordi della nostra infanzia tendendo, il più delle volte, a replicare, da genitori, i comportamenti dei nostri stessi genitori.



L'esempio dei nostri genitori e i bambini che eravamo

Un aspetto importante nel vivere la propria genitorialità consiste proprio nel riscoprire la propria infanzia. Riscoprirsi bambini ci aiuterà in tutto il nostro percorso da genitori, permettendo di connetterci al meglio con nostro figlio. Prendere consapevolezza della nostra infanzia potrà aiutarci sia sul piano genitoriale che in termini di crescita e di equilibrio individuale, questo processo non deve spaventarci: se è pur vero che potrebbero riaffiorare ricordi dolorosi legati al nostro essere stati bambini, non dobbiamo dimenticare che tutto il lavoro che svolgiamo su noi stessi avrà conseguenze positive sul nostro essere padre e madre e nella relazione con nostro figlio.


Conoscersi e comprendersi

Conoscere e comprendere la nostra infanzia ci aiuta inoltre a guardarla con "oggettività", a tenere un "distacco sano" da essa, ricordandola come un vissuto che appartiene al passato e da cui attingere per vivere al meglio il futuro. Questa comprensione ci aiuterà inoltre a non farci travolgere dalle emozioni negative nei momenti di peggior sconforto che troveremo sul nostro percorso: potrà accadere di essere giù di umore, di sentirsi estremamente aggressivi e con poca pazienza, rischiando di adottare comportamenti impulsivi o lesivi. Bene, la nostra infanzia, il nostro "metterci nel ruolo dei bambini", ci sarà di grande aiuto per stemperare i sentimenti di rabbia e aggressività.


Paure e fobie da non tramandare

Spesso molte nostre paure o fobie provengono da traumi irrisolti nell'infanzia o nel nostro percorso di vita. Esempi comuni possono essere la paura dei ragni indotta dalla madre o dal padre, la paura delle api legata ad una puntura di insetto vissuta con particolare drammaticità. Frequentemente, singoli episodi che abbiamo vissuto in maniera particolarmente traumatica determinano in noi dei comportamenti inconsci che tendiamo ad applicare con tutti, incluso nostro figlio. Può essere il timore che nostro figlio soffochi mentre pranza o che cada mentre va in bicicletta. Ecco, conoscersi significa individuare in queste nostre paure o fobie dei piccoli campanelli d'allarme, che ci segnalano che c'è qualcosa di irrisolto in noi e che dobbiamo fare tutto il possibile per non trasmetterlo a nostro figlio.



Le opportunità della genitorialità

La posta in gioco è alta. Lo è perchè un genitore particolarmente apprensivo e ansioso genera un ambiente di costante insicurezza attorno al bambino, concorrendo a determinare una sua futura incertezza che, se non gestita, può rischiare di sfociare in disturbi e problematiche croniche. Diventare genitori è una delle cose più belle al mondo, comporta tuttavia sacrificio, fatica e messa in discussione. Sfruttiamo le occasioni positive che la genitorialità ci offre e lavoriamo su noi stessi per migliorare il nostro benessere e quello del nostro bambino


Per approfondire si consiglia la lettura di "Il bambino che sei stato, un metodo per la conoscenza di sé" di W. Hugh Missildine, Erickson Editore

Gabriele Lugaro

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