• Gabriele Lugaro

I neuroni della musica, il "Metodo Mozart" e i nostri bambini

Aggiornato il: 3 apr 2020

Chiunque abbia figli ha avuto modo di osservare la loro straordinaria ricettività, sin dalla più tenera età, rispetto alla musica e al ritmo. I bambini tendono a ballare spontaneamente tutti i tipi di musica cercando di seguire il tempo e di connettervisi. Partendo dal'idea fondamentale che la mente umana si sviluppa durante tutto l'arco della nostra esistenza, il cambiamento cerebrale ( la così detta "neuroplasticità") sarà di conseguenza una costante della vita psichica di qualunque essere umano. Date queste premesse scopriamo assieme il "Metodo Mozart" o "Mozart Learning Theory" e alcune sue introduttive applicazioni



Neuroni della musica

Gli scienziati del MIT di Boston hanno scoperto la presenza, nella corteccia uditiva, di un "set" di neuroni che si attivano, inviando i propri impulsi, solo in presenza di musica. Ciò significa che ascoltando musica attiviamo uno specifico sistema neurologico del cervello, un dispositivo innato di acquisizione del linguaggio musicale.


L'importanza della musica nello sviluppo dei bambini

Diversi studi hanno riscontrato una correlazione positiva fra le capacità di ascolto, elaborazione, codifica e ricordo della musica e un generale miglioramento dell'attività cerebrale delle persone. Nei bambini in età scolastica, in particolare, si è riscontrato, all'avvio dello studio di uno strumento musicale, un miglioramento nella capacità di lettura, linguaggio, calcolo matematico ed elaborazione dei fonemi appartenenti a lingue straniere. Notevoli risultano inoltre essere i benefici nel campo del ragionamento spazio-temporale

e rispetto all'intelligenza sociale ed emotiva.

Procedendo da queste considerazioni, il Dott. Vincenzo Galatro ha sviluppato il "Metodo Mozart" con l'obiettivo di valorizzare il potenziale della mente umana e l'intelligenza engrammatica, anche detta "l'undicesima intelligenza" (rispetto alle dieci individuate da Gardner).


Introduzione al "Metodo Mozart"

Una volta individuate le modalità di apprendimento musicale di Mozart, il Dott. Vincenzo Galatro, sulla base delle ricerche condotte dal Mit di Boston, ha ideato un metodo che mira a identificare gli strumenti più idonei per lo sviluppo dell'intelligenza musicale. Questo vede l'interrelazione di tre pilastri dell'intelligenza musicale:

  • Orecchio Musicale Assoluto

  • Orecchio Musicale Relativo

  • Memoria Musicale

Questi tre elementi si trovano in uno stato di interdipendenza che permette, all'aumentare della capacità cognitiva di uno, l'incremento e l'implementazione degli altri due. Laddove aumenta la capacità cognitiva dell'Orecchio Musicale Assoluto, aumenterà la capacità dell'Orecchio Musicale Relativo e, di riflesso, l'aumento della capacità della Memoria Musicale.


Memoria Musicale e Intelligenza Engrammatica

Quest'ultima rappresenta la chiave di volta dell'intelligenza musicale, la Memoria Musicale entra in gioco nell'immagazzinamento di tracce "mnemonico-engrammatiche", depositarie di un certo contenuto informativo. Con "engramma" le neuroscienze definiscono una traccia mnemonica che si organizza nel sistema nervoso come conseguenza di processi esperienziali e di apprendimento. Il Metodo Galatro individua lo sviluppo di un nuovo tipo di intelligenza, l'Intelligenza della Memoria (Engrammatic Intelligence), definita come "la capacità di leggere e decodificare il maggior numero di engrammi, al fine di trarne informazioni utili all'apprendimento di nuove conoscenze e lo sviluppo di nuovi talenti e abilità a partire da specifiche tracce mnestiche."L'intelligenza engrammatica rappresenta quindi la chiave per attivare l'intelligenza musicale, l'interruttore per attivare il così detto "Fattore Mozart". Ciò che possiamo fare, al netto dei progressi in campo neurocognitivo, è insegnare a utilizzare ai nostri bambini al meglio la propria mente e il proprio cervello, ricercando e stimolando le aree del nostro e del loro cervello in attesa di attivazione.


Approfondimenti: Consigli per l'ascolto

Molti studi hanno approfondito l'importanza delle musiche di Mozart per la stimolazione e l'attivazione di nuove connessioni neuronali. Oltre ai primi studiosi che hanno approfondito il tema nel 1993, Gordon Shaw e Frances Rauscher, ricordiamo Don Campbell che consiglia inoltre alcuni brani adatti alle differenti età dello sviluppo:

  • Durante la gravidanza: Quartetto per archi in re minore (K421); Concerto per corno in mi bemolle maggiore (K417); Quartetto per archi n.11 (K171), andante

  • Nei primi 18 mesi: Sinfonia n.25 in sol minore (K183), andante; Quartetto n.20 in re maggiore (K499), adagio.

  • Dopo i 18 mesi: Eine Kleine Nachtmusik (K525), Rondò; Variazioni su Ah! Vous dirais-je, Maman (K265)

  • Dopo i 6 anni: Sinfonia n.6 (K43), Andante; Sinfonia n.24 (K182)

  • Dopo gli 8 anni: Concerto per violino n.2 in re maggiore (K211); Sinfonia n. 17 (K120)


Fonti e approfondimenti

www.ilsegretodimozart.com (Sito Ufficiale di Vincenzo Galatro)

Il Metodo Mozart e i neuroni della musica, V. Galatro, in "Professione Pedagogista"N.54, anno XXIV, Novembre 2019, Roma

Psicologoia dello sviluppo, J.W.Santrock, McGrawHill Education, 2017, Milano

Come stimolare giorno per giorno l'intelligenza dei vostri bambini, N. Laniado, red edizioni, 2003, Novara


Gabriele Lugaro



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